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sbirciato *loading* volte
Sei la mia dolce tremenda tortura
Sono piena di dubbi Non so cosa sarà domani di me. Non so quanto tempo resterai nella mia vita né quanto senso le darai.
Vivo, come al solito, di attimi e di emozioni eterne.
So che la tua immagine, per quanto a tratti confusa tra sorrisi e sguardi e braccia di uomini sensuali e sconosciuti, domina perpetuamente nel riflesso dei miei occhi.
Tutto questo potrebbe non essere altro che un gioco di ombre su una bolla di sapone. Ma ciò non toglie che la sua malìa mi avvolge come un petalo. E non ho alcuna intenzione di sottrarmene.
La vedrò, la vivrò, fino in fondo.
E già da ora grazie per lo spettacolo...

Dove sarai anima mia?
Angelo sperduto su questa triste terra infame ti penso, ti sogno, ti bramo. Ad ogni battito del mio cuore, ad ogni respiro, la mia mente corre a te, a quei pochi momenti che ho avuto il piacere di condivedere tra le tue braccia e a come sei riuscita a rendere anche il peggior inferno un momento piacevole. Mi hai presa fino in fondo all'anima. Sono stata già vinta e disarmata da quel tuo largo sorriso dolce, da quegli occhi di ghiaccio, dalla tua voce cristallina e pura. E ora che giaccio ai tuoi piedi non ho che il dubbio di un tuo rifiuto a tormentarmi.
Vorrei essere così grande e forte da sollevare il peso di ogni tuo problema e stritolarlo tra le mie mani sgretolandolo in milioni di inutili banali pensieri. Vorrei che tutto nella tua vita fosse perfetto e pulito come il tuo viso angelico.
Ma anche questo non è che un sogno.
Tu non ci crederai ma voglio vederti ancora uno volta. Voglio rivedere la tua faccia, averti tra le mie braccia. Spero che tu venga a cercarmi nei posti che frequento e che conosci anche tu... Voglio che tu faccia questo grave errore per potermi arrogare il diritto di prendermi ciò che mi spetta. Voglio poterti spaccare quelle tue braccia, voglio vedere il sangue grondare dal tuo viso. Voglio vederti poi zoppicare per due settimane. Questo non è un privilegio che spetta solo a me: te lo voglio rendere con tutto il mio cuore...

Era da tanto che non scrivevo in questo mio piccolo mondo perché era da tanto che qualcosa non sconvolgeva il mio mondo. Non c'è stato nulla in questi vuoti mesi che abbia inciso la mia coscienza o che fosse degno di essere impresso in questo spazio, fino alla fine del tempo. Ieri, finalmente, una dea ha spirato nel mio cuore, cantando con una arcana oscura potenza. E ora temo che la voce sia debole e incapace di esprimere le emozioni che ho provato, e che le parole non possano ricreare la bellezza della sua immagine.
Sono stati i suoi occhi la causa del mio smarrimento. So che il suo sguardo e il suo dolce sorriso non erano altro che abili artifizi della sua danza di seduzione, ma quella donna mi stava comprendendo nel suo gioco erotico, e a mano a mano che questa consapevolezza aumentava vedevo come il mio turbamento la rendesse ancora più potente nella sua evocazione sessuale. Il suo corpo, fin troppo formoso secondo i canoni moderni della bellezza, era agile, sinuoso e ammaliante. Si muoveva come un serpente famelico e pericoloso, conscio del suo mortale veleno. Non potevo distogliere lo sguardo, non potevo cercare una fuga, non potevo non cedere al richiamo, non potevo non perdermi in lei... nella piega del suo collo, nelle curve dei sui fianchi che si aprivano morbide e aggraziate a partire dalla sua vita piena e accogliente. La larga gonna la copriva quasi interamente, scoprendo a tratti solo le sue piccole caviglie e lasciando vedere i piedi nudi che calcavano i soffici tappeti con una grazia non terrena. I miei occhi troppo limpidi vagavano sulla sua figura senza esserne mai sazi, cercando altresì di sfuggire il suo sguardo saggio e onniveggente. Le mie mani si allungavano a sistemarmi la gonna, cercando una copertura, imitando sicurezza, sperando di risultare vaghe e rilassate. Ma nulla poteva celare il mio stato interiore; nulla poteva domare il fuoco che mi nasceva dentro.
Solo la certezza che la sua non era che la riuscita prova della maestria acquisita nell'arte della seduzione ha permesso al mio cuore di ricominciare a battere secondo il ritmo usuale e alle mie mani di rimanere ferme sul mio grembo, senza cercare di cogliere la rosa ricamata al centro dei suoi seni, o di perdersi in quei morbidi ricci che le incastonavano il viso.
Solo il ricordo di lei dà ora il tempo al mio cuore...
Come riesci a entrare nella mia pelle?
Come puoi rendermi schiava ad un tuo solo cenno?
Vieni, vai, ogni tanto mi lasci un segnale vago, vacuo, inutile; e io non posso far altro che cercare una via che mi riporti a te... in una rincorsa infinita dove arriverò sempre perdente.
E io che desidero solo perdermi di nuovo in una notte senza tempo in cui ti tengo intrappolato tra le mie lenzuola...
La sento viva e reale e corposa e tremenda questa tua assenza.
E passa il tempo solo con lo scopo di ribadire quanti attimi siano già trascorsi senza nessun segno di te. Le stesse lancette che prima sancivano la brevità delle notti insieme o l'immensità della lunghezza dell'attesa di un tuo ritorno ora cadono come una lama in una ghigliottina solo per ricordarmi quanto è vuoto un secondo, se non sei tu a riempirlo...
Dedico un sorriso a chi oggi ha versato una lacrima per me...
E se il bianco fosse nero? So quanto sia facile ingannare una persona come me, so quanti l'abbiano già potuto fare nel tempo. Non è difficile sbirciare nel mio cuore e nei miei sogni e poi ripresentarmeli come fossero reali; creare un piccolo palco e recitare le mie fantasie per me...
E se tutto fosse di nuovo solo finzione?
Se non ci fosse un briciolo di verità nelle parole troppo ben costruite?
Se quegli occhi fossero così lindi e puliti davanti a quelli di tutte le altre stupide donne come me?
...
Sarebbe tutto più facile che credere che questo sia vero, che tu sia vero...
Sai che c'è?
Forse, alla fine di tante vuote parole solo uno è il consiglio giusto:
perdiamoci di vista.
Logoriamo questo nostro sentimento fino a perderne il senso. Mentre nasce un altro giorno testo l'incastro tra i nostri corpi e scopro nuovi morbidi contorni nel mio antico essere.
La vita è quello che ti capita mentre sei impegnato a progettare altro...
Capita, per dire, che tu te ne stai tranquilla per i fatti tuoi e incappi nel Caso, o Destino, o che so io... E quello che credevi fosse un lento ritorno alla normalità si trasforma in un secondo viaggio nel paese fatato degli elfi. E se ti trovi davanti ad una notte dove i sempre e i mai diventano angeli svolazzanti, se sbatti il naso in un caso così eccezionale, come puoi badare alle apparenze? alle piccolezze? o anche all'etica? alla lealtà?
Nel mondo dei contrari, questo è il lato dritto e destro, il resto è banalità. Perché a volte solo i sogni diventano reali e la realtà non è che una stupida, sbagliata ovvietà.
L'hai sentito quel rumore sordo?
Sai cos'è stato?
Quello era il tuo busto che cadeva dal piedistallo e si infrangeva sul pavimento di marmo.
There is no future
There is no past
I live in this moment
As my last
There's only us
There's only this
Forget regret
Or life is yours to miss
No other road
No other way
No day but today
Vibra ogni particella del mio corpo al ricordo della sensazione delle tue grandi mani...
E che il mondo sappia, che la gente che mi vede passare per strada possa non solo riconoscerlo nel rossore del mio viso, ma leggervelo ben iscritto sopra che quello che provo è vero ed è ciò che mi rende, al momento, viva.